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Proseguiamo anche con questo numero la pubblicazione di una serie di bollettini monografici dedicati ciascuno ad argomenti di sicuro interesse per tutti noi musicisti di oggi. Buona lettura!
Parlare di editoria musicale oggi risulta un argomento delicato perchè coinvolge molto da vicino il diritto d'autore, per questo motivo si facilita il lettore con una sintetica terminologia. Terminologia
CHI E' L'EDITORE RUOLO
L'editore musicale garantisce la pubblicazione grafica delle creazioni
dei suoi autori. Questo primo passo comporta la registrazione e il deposito
dell'opera. La formalizzazione della paternità dell'opera permette
di metterla a disposizione del pubblico e di scoprire altri possibili modi
di sfruttamento. Si può dire che in certo senso l'editore ricopre
un po' la figura del manager dell'opera, in quanto diventa manager del
titolo, cioè si occupa del brano; l'editore, inoltre, esercita una
forma di tutela burocratica che l'autore non potrebbe portare avanti, dal
momento che l'autore è un creativo e non vuole solitamente occuparsi
di queste procedure. La figura dell'editore non è secondaria a quella
dell'artista, ma è una figura diversa che occupa un preciso posto
nel mercato. L'editore capace è quello che riesce ad utilizzare
il proprio materiale nei più svariati modi e contesti, inventandosi
nuove forme di vendita o di presentazione del suo prodotto.
COMPETENZE L'editore in quanto tale edita, pubblica un'opera
su carta, quindi la fa esistere sotto forma di spartiti e questo ne permette
una notevole diffusione. Egli si assume anche la tutela e la protezione
giuridica dell'opera, poiché si occupa di contenziosi legali, di
plagi, di opere rubate o di frammenti o campionamenti presi senza autorizzazione
(nei remixaggi è l'editore che conduce le trattative). Un altro
compito dell'editore consiste nella diffusione dell'opera in Italia e all'estero
per un maggiore sfruttamento commerciale; si crea in questo modo un rapporto
con una figura straniera che si chiama sub-editore. Il sub-editore, presente
più o meno in tutti gli altri stati rispetto a quello d'origine
dell'editore, riceve dei diritti dall'editore originale per un determinato
periodo di tempo. In altri termini, il contratto di sub- edizione è
regolato da una percentuale, da una durata e da un territorio. L'editore
si occupa anche dell'amministrazione dei diritti patrimoniali dell'autore
che si verificano attraverso i rendiconto inviati dalla SIAE.
DIRITTI D'AUTORE E DIRITTI EDITORIALI IL DIRITTO D'AUTORE
Quando si parla di diritto d'autore ci si riferisce alla legge 633 del
1941. Questa legge, pur essendo datata, tutela ampiamente l'autore, anche
se non prevede le recenti tecnologie che si sono diffuse sul mercato (per
es. Internet...). L'autore gode di due tipi di diritto: i diritti d'autore
e i diritti connessi, inoltre la legge distingue tra diritti morali e diritti
di commercializzazione (cioè di utilizzazione e sfruttamento economico).
La SIAE, Società Italiana degli Autori ed Editori, tutela i diritti
degli autori e degli editori ad essa iscritti. [http://www.aec2000.it/siae]
IL DIRITTO EDITORIALE Può essere definito come
il diritto che viene ceduto dall'autore all'editore affinché l'editore
stesso possa commercializzare la parte creativa di un'opera. L'editore
acquisisce attraverso un contratto di edizione il materiale dell'autore
e poi si occupa di pubblicarlo, commercializzarlo, pubblicizzarlo e promuoverlo
al fine di ricavarne un vero e proprio sfruttamento economico. IL CONTRATTO
DI CESSIONE E DI EDIZIONE MUSICALE Con il contratto di cessione e di
edizione musicale l'editore acquisisce dall'autore una serie di diritti,
di cui in particolare TRE sono molto importanti e vanno protetti:
RAPPORTO AUTORE /EDITORE I diversi rapporti
autore/ editore descritti nel contratto di cessione e di edizione musicale
sono regolati da percentuali. I proventi di questi due diritti, che spettano
agli aventi diritto, sono raccolti dalla SIAE.
DIRITTO DI PUBBLICA ESECUZIONE = DEM
Consiste nel diritto di pubblica esecuzione. Esso viene espresso in ventiquattresimi,
quindi 24/24 =100%
DIRITTO FONOMECCANICO = DRM (in gergo tecnico = diritto di riproduzione
meccanica, in quanto era un termine che si usava quando si producevano
solo dischi)
Consiste nei diritti di riproduzione meccanica, cioè i dischi. Questo
viene espresso in centesimi ? 100%
Di solito, ma non è una regola fissa, il rapporto tra autore ed
editore è 50 a 50, per cui nel caso del DEM, in cui ci si esprime
in ventiquattresimi, sarà 12/24 all'autore più compositore
e 12/24 all'editore, mentre per il DRM sarà 50% all'autore/ compositore
e 50% all'editore. Questa è la suddivisione standard che si verifica
quasi sempre dove ci sono due entità: da una parte c'è chi
scrive e crea e dall'altra c'è chi gestisce ed amministra.
DIRITTO DI STAMPA (è chiamato anche DIRITTO CARTA).
L'autore gode anche del diritto carta, cioè sulla carta stampata.
Nel caso della vendita carta il rapporto autore/ editore è molto
basso, perchè l'editore quando pubblica un'opera su carta, ha costi
notevolissimi da sostenere, inoltre la vendita dei supporti cartacei è
veramente irrisoria e il mercato della musica stampata è molto basso.
Di solito, il rapporto tra autore ed editore sulla vendita carta è
del 10% = nel senso che l'editore riconosce all'autore il 10% sul prezzo
di vendita al pubblico. Qual è il vantaggio enorme da parte dell'autore
al di là del 10%? Il grosso vantaggio consiste nel fatto che l'opera
pubblicata su supporto cartaceo ha una enorme diffusione, soprattutto se
il brano è messo in repertorio dalle orchestre.
Mentre il DEM e il DRM sono due diritti regolati dalla SIAE, nel senso che la SIAE incassa i proventi e poi li ripartisce agli aventi diritto (autori e editori che siano, però, iscritti alla SIAE, perchè in caso contrario la SIAE non può raccogliere proventi) il diritto di carta non è tutelato dalla SIAE, ma dall'editore.
COSA SUCCEDE QUANDO CI SONO PIU' AUTORI O PIU' COMPOSITORI
Quando ci sono più autori o più compositori, essi si ripartiscono
sempre i 12/24 o la quota loro destinata. In linea di massima i più
autori/compositori si suddividono equamente tra loro la quota attribuita,
eccetto il caso in cui, per es., uno tra gli autori/ compositori abbia
avuto un ruolo predominante: egli, allora, riceverà una percentuale
maggiore rispetto agli altri, anche se con fatica si può quantificare
la qualità e il contributo di ognuno.
PUO' UN AUTORE DEPOSITARE UN'OPERA ALLA SIAE E ATTRIBUIRSI TUTTI I PROVENTI
In certi casi sì, un autore non professionista può depositare
un brano alla SIAE e attribuire a se stesso tutti i proventi, cioè
si attribuisce i 24/24 del DEM, così come il 100% del DRM; poi,
successivamente, quando e se individuerà un editore, potrà
ridepositare il brano e ripartire i diritti nel modo ritenuto più
opportuno. Nel caso ci si riferisca ad un autore inserito nel mercato questo
accade raramente, in quanto tale autore ha un contratto esclusivo anche
di edizioni impostogli spesso dalla sua casa discografica)
DA DOVE SCATURISCONO I PROVENTI DEL DEM E DEL DRM E'
la SIAE che si occupa di raccogliere i proventi e poi distribuirli tra
gli aventi diritto. Se si è, dunque, iscritti alla SIAE o ad una
qualunque società di collecting, cioè società di raccolta
di proventi e di diritti che maturano in giro per il mondo, si percepiscono
questi proventi. Si può essere benissimo iscritti ad una società
che non sia la SIAE, cioè si potrebbe essere iscritti alla PRS inglese,
o alla GEMA tedesca o alla SACEM francese, in quanto in ogni paese o in
ogni territorio esiste una società. Queste società sono tutte
tra loro collegate ed è per questo che, se un'opera italiana viene
eseguita all'estero, la SIAE lo sa, perchè c'è una figura
di editore che funziona anche all'estero e c'è una figura di società
di raccolta di proventi che è presente sul territorio estero. Per
esempio, in Italia c'è la SIAE che è collegata in Germania
con un'altra società, la Gema e tra di loro c'è un diritto
di reciprocità, di rappresentatività nel senso che la Gema
tedesca rappresenta tutto il catalogo della SIAE italiana e la SIAE italiana
rappresenta tutto il catalogo della Gema tedesca. Così questa catena
si sviluppa in tutti gli stati del mondo, poiché in tutti gli stati
esiste una società di raccolta dei diritti d'autore.
La classica figura dell'editore, come si caratterizza
nei paesi anglosassoni, è quella di colui che una volta che ha formalizzato
il suo rapporto con un autore, acquistando i diritti di edizione, cerca
di proporre l'opera agli interpreti che ritiene più capaci o cerca
di coinvolgere le case discografiche, dal momento che oggi lo sfruttamento
di un'opera risiede soprattutto nella registrazione fonografica. In un
certo senso l'editore all'estero ricopre ancora il ruolo di scopritore
di talenti, di sostegno verso gli artisti alle prime armi, insomma di talent-scout.
Questo tipo di editore finanzia i progetti dei nuovi artisti, cerca gli
interpreti con le caratteristiche vocali più adatte per i pezzi
o canzoni che ha nel suo catalogo e il suo scopo sarà soprattutto
quello di portare gli artisti a firmare un contratto discografico. L'editore,
quindi, funge da intermediario tra l'autore/ artista e le case discografiche.
In Italia l'editoria è molto cambiata, in quanto un tempo l'editore
ricopriva i ruoli sopra descritti, cioè contattava un artista al
quale proponeva opere del suo catalogo e solo in seguito l'artista decideva
se interpretarle e inciderle; oggi invece si è evoluta in un modo
molto particolare, soprattutto l'imprenditoria privata e indipendente:
l'editore è diventato anche discografico, non ci sono più
due figure divise come in passato, perchè la casa editrice risulta
anche etichetta discografica.
Le multinazionali, invece, hanno mantenuto ancora questa suddivisione di
funzioni, in quanto presentano il publishing department, che è la
divisione editoriale e la record company, che è la divisione discografica;
queste due divisioni sono apparentemente due entità diverse, con
budget diversi, fatturati diversi, personale diverso e sedi diverse, ma
di fatto agiscono come se fossero un'unica entità.
Una volta l'editore curava gli interessi degli autori, agendo in un certo senso da manager, dal momento che mediava tra l'autore/ artista e il discografico, mentre oggi dal momento che l'editore ricopre anche il ruolo di discografico cura principalmente i propri interessi e non più unicamente quelli dell'artista. Questo nuovo scenario risulta quindi favorevole alle grosse multinazionali che stanno sempre più attrezzandosi in modo da avere una propria agenzia di edizioni, magari staccata dalla sede principale, ma comunque sempre ad essa collegata e da essa dipendente.
CIAO E... ALLA PROSSIMA!!!
